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Feb 25 2019

Auto aziendale, benefit o «malefit»? Il Sole 24 ORE, assicurazione auto simulazione.

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Motori 24 Auto aziendale, benefit o «malefit»?

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    Auto aziendale, benefit o «malefit»?

    • –Nicola Giardino
    • 9 dicembre 2014

    L’auto aziendale costituisce realmente un benefit? И possibile stabilire un limite di trattenuta sopra il quale cessa la sua convenienza? La lievitazione delle detrazioni in busta paga, per gli utenti, pone ora comprensibili dubbi di convenienza, anche perchй le imprese (in perenne “spending review”) stanno sempre piщ spesso varando politiche per recuperare in parte o per intero i costi reali (a discapito del driver). Inoltre, le auto business sono spesso assegnate in cambio di un aumento monetario in busta paga. Di certo, chi usufruisce del benefit da molti anni potrebbe aver perduto, almeno in parte, la percezione dei reali costi di un’autovettura di proprietа. Quindi и portato a sottovalutare l’effetto “paracadute” di un’auto aziendale, soprattutto quando qualcosa va storto (per costi imprevisti, a partire dalla manutenzione).

    Dalla fine dagli anni 90 il fisco e gli enti previdenziali hanno cominciato a esigere tasse e contributi sui benefit e hanno smesso di tollerare la detrazione totale del valore del veicolo e dell’Iva relativa, imponendo limitazioni di entitа non trascurabile. Conseguentemente il dipendente и ora tassato, in base alla propria classe di reddito individuale, per un importo imponibile forfettario pari al 30% del corrispondente ammontare di una percorrenza convenzionale di 15mila km annui valorizzati a tariffa Aci.

    Stabilito che le tasse sono dovute dal dipendente e che il datore di lavoro ha l’obbligo di provvederne all’esazione perchй sostituto d’imposta, l’azienda che decide di tenere a proprio carico per intero il benefit del dipendente deve almeno detrargli le relative imposte e i contributi. И questo il caso piщ favorevole al dipendente perchй dal benefit gratuito gli deriva anche l’accantonamento del corrispondente importo di Tfr (Trattamento di fine rapporto). Se invece il datore di lavoro opta per la trattenuta di un importo parziale, per il dipendente il vantaggio effettivo, rispetto al caso precedente, si riduce.

    Nel caso, ad esempio, di un benefit fiscale di 200 euro, applicando una trattenuta parziale di 100 euro, il benefit si riduce e il dipendente sarа tassato solo su 100 euro e l’accantonamento di Tfr sarа limitato a tale importo. Se il datore di lavoro, infine, esegue una trattenuta al dipendente di entitа uguale o superiore al benefit (nel caso precedente di 200 o piщ euro), non sorge obbligo ad alcun tributo a carico del dipendente.

    Due sentenze della Cassazione (la 16129/2002 e la 11644/2004) hanno chiarito che nel Tfr si computano tutte le prestazioni in natura erogate a titolo non occasionale e, in particolare, che per le auto aziendali con uso promiscuo il relativo controvalore in denaro ne concorre nella determinazione. Quindi, nel Tfr dovrebbe essere accantonato un valore pari alla differenza tra la trattenuta in busta paga e l’effettivo valore analitico del benefit, non quello fiscale convenzionale. Ma quante aziende stanno provvedendo correttamente a questo accantonamento? Converrа che l’utente lo verifichi.

    Un caso a parte и rappresentato dalle aziende che concedono al dipendente l’uso di una vettura di classe superiore a quella stabilita, a condizione che questi accetti un sovraprezzo concordato. Nell’eventuale calcolo di convenienza andrebbe considerata la trattenuta corrispondente alla vettura di classe inferiore cui si avrebbe diritto e non a quella di classe superiore volontariamente richiesta con sovrapprezzo.

    Per valutare la convenienza o meno di una vettura aziendale и consigliabile confrontare l’importo della trattenuta in busta paga con il costo della rata mensile (Iva compresa) del noleggio di lungo termine di una vettura della stessa marca e tipo, per una durata pari al ciclo di sostituzione concordato dall’impresa (di solito 36 o 48 mesi). La scelta dell’operatore Ald, per la nostra simulazione, non и casuale perchй la societа ha aperto recentemente ai privati l’offerta di auto in noleggio a lungo termine (Nlt), quindi i dati sono direttamente comparabili.

    Per una valutazione piщ analitica si dovrа procedere al calcolo di tutte le voci concernenti l’acquisto del mezzo e al suo utilizzo, con l’accortezza di includere nel calcolo anche il costo di una polizza di assicurazione che copra gli stessi rischi previsti sulla vettura aziendale. Se la polizza aziendale copre anche i danni non provocati da terzi come ribaltamenti, uscite di strada o causati da guida distratta, nella valutazione dei costi dovrа rientrare una polizza Kasko a copertura di tali rischi.

    Come risulta dalla tabella, l’uso promiscuo di una vettura aziendale и ampiamente conveniente persino se il datore di lavoro detrae al dipendente una somma pari a piщ del doppio del valore del benefit fiscale. In sostanza, le spese di gestione elevate (tra assicurazione Kasko e manutenzioni ordinarie e straordinarie) e soprattutto il crollo del valore residuo giа dopo due anni incidono molto sui costi di un privato. Ecco perchй l’Nlt conviene ancora (entro il limite del chilometraggio previsto). Attenzione perт a questi limiti: nei contratti di noleggio sono sempre piщ spesso inclusi chilometraggi “esigui”, che da un limite annuo di 8mila (nei casi “peggiori”, a fronte di rate particolarmente basse) difficilmente eccedono 18-20mila km (nei casi “migliori”, vale a dire quelli con rata mensile piщ elevata). Il surplus non monitorato e non segnalato per tempo dall’utente (per ricalibrare il contratto) puт costar caro: anche penali di un migliaio di euro (e oltre). Bisogna dunque controllare attentamente il contachilometri e verificare la propria policy aziendale.

    Va sottolineato che i calcoli si riferiscono all’acquisto di vetture nuove di fabbrica. Per l’usato, infatti, il confronto cambia perchй si evitano i costi della forte svalutazione dell’investimento iniziale. La comparazione della convenienza tra usato e benefit varia da caso a caso, a seconda della convenienza del prezzo (ma attenzione a controllare lo stato d’uso reale del veicolo prima dell’acquisto). Un ultimo accenno al personale che percorre un elevato numero di chilometri per conto dell’azienda. Puт essere conveniente la vettura di proprietа, a condizione che si stipuli una polizza a copertura dei danni non causati da terzi. In caso di danneggiamento grave della propria vettura per propria responsabilitа la mancata protezione Kasko, nelle varie modalitа, potrebbe costar cara. Per completezza d’informazione occorre infine ricordare che il rimborso forfettario riconosciuto al dipendente con auto propria puт essere detratto dal datore di lavoro solo per l’equivalente di una vettura di 17 hp fiscali o di 20, a seconda che sia alimentata a benzina o gasolio.


  • Written by PHAMACY


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